L'Albergo la Rocca si trova vicino alle Terme di Comano...
Cura della pelle.
Le Terme di Comano hanno strutturato il loro sapere medico sulla cura ed il trattamento dei problemi cutanei.
Le cure dermatologiche sono uno dei punti nodali delle terme. Aiutano infatti i loro Ospiti a sentirsi meglio con se stessi e ad affrontare i
problemi che vengono avvertiti con maggiore disagio: psoriasi, dermatite atopica, dermatite seborroica, l’eczema, le cui lesioni cutanee possono essere trattate con cure termali adeguate. Il centro termale si occupa anche di allergie dei bambini e della loro cura termale.
Completa l’offerta a 360° un moderno Centro di Dermatologia Estetica Correttiva, in cui, con il trattamento laser è possibile risolvere i problemi delle macchie della pelle.
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La storia
Situate nelle Valli Giudicarie, nel Trentino sud-occidentale, alle
spalle del lago di Garda, in una zona salubre dal clima di mezza
montagna e dall’aria pura, le Terme di Comano, dalle acque bicarbonato-calcio-magnesiache, sono uniche in Europa per la cura della pelle.
Di origini antichissime, erano già note ai Romani e conobbero un
particolare splendore nel Medioevo, (quando sorse il primo stabilimento
termale, con tanto di albergo) e nel Rinascimento. Sepolte poi nel 1400
da una frana, che la leggenda vuole sotterrasse anche la maga Sibilla,
furono riscoperte solo nell’Ottocento. E’ affascinante la storia,
spesa tra documenti e racconti, di queste antichissime terme. Una
storia che da sempre “le obbliga” a far bene, e anche a fare del bene.
Benefiche per natura, le Terme di Comano omaggiano infatti il proprio passato con un costante impegno in
beneficenza. L’antica leggenda, ripresa dal poeta locale Giovanni
Prati, vuole che la maga Sibilla si rifugiasse in una gola di Comano. Un giorno, il Conte di Castel
Spine, passando per quei luoghi scacciò dei giovinastri che si
beffavano della signora. Lei lo fece allora entrare nella caverna, e
notate delle macchie biancastre e rosse sul viso del
nobiluomo, lo invitò a bagnarsi nell’acqua della sorgente che sgorgava
nella grotta. Tornato a castello, il conte si scoprì guarito. Molti
anni dopo, ormai vecchio e nonno, il conte disperato per il nipotino
colpito da una terribile malattia, tornò alla grotta della Sibilla. Non
trovando la maga, l’uomo, la cercò ovunque e gridò a lungo, ma la
Sibilla non c’era e anche la fonte miracolosa era scomparsa sotto una
frana. Con la forza della disperazione, il conte si mise a scavare e
scavare, fino a che un rivolo di acqua si fece strada nella terra. Vi
immerse quindi il bambino, che subito, si ristabilì. Da quel giorno, le
genti di valli vicine e lontane si recano tutte a bere e a bagnarsi
alla fonte di Comano. Fin qui il racconto, poi subentra la storia. La fonte termale fu davvero sepolta nel 1400 e venne riscoperta soltanto
alcuni secoli più tardi. Nell’Ottocento, alcuni contadini avevamo
creato con l’acqua particolare, che da qualche tempo si era infiltrata
nella terra, ed evaporava in inverno, alcune pozze per macerare la
canapa. Uno dei contadini, immergendo le mani spesso nell’acqua, era
guarito dalla scabbia. La notizia si sparse e i benefici dell’acqua
trovarono sempre maggior riscontro. Lavori di scavo riportarono alla
luce i resti di un bagno romano, e la grotta che custodiva la sorgente termale.
Agli inizi del 1800, poi, il Comune di Lomaso, in gravi difficoltà
economiche fu costretto a mettere all’asta i bagni. Ad acquistarli fu
Gian Battista Mattei, che solo quattro anni più tardi, nel 1825, con un
lungo testamento, li lasciò in eredità ai Poveri delle tre Pievi di
Banale, Lomaso e Bleggio. Le moderne Terme di Comano, specializzate nella cura delle malattie della pelle,
non dimenticano quella donazione e devolvono, ogni anno, parte dei loro
introiti ad associazioni umanitarie e impegnate nel sociale.
